Grazie ai progressi medici e scientifici, le cause più profonde delle varie malattie sono state negli anni scoperte e quindi la percentuale dei casi definiti come idiopatici è diminuito.
Scoliosi dal greco Tortuoso
La nostra colonna vertebrale è una potenza della natura in quanto ad invenzione,
ORA
sta a noi imparare ad usarla bene.
Il nostro bacino dovrebbe essere sempre in ben chiara relazione con il capo, attraverso le forti vertebre lombari e le flessibili vertebre dorsali, le nostre gambe con i loro piedi in relazione chiara con il bacino spingono verso l'alto le nostre braccia, le nostre braccia incontrano le nostre gambe, l'alto e il basso si collegano e cooperano.
Nelle scoliosi c'è una rottura di questo collegamento.
La colonna si flette e ruota, si avvolge su se stessa, c'è un Luogo di Nodo, o di Vuoto Percettivo, o entrambi.
La forza si disperde, alcune vertebre perdono minerali ossei alcune ne accumulano, in maniera non omogenea.
Le torsioni a cui le vertebre, in particolare quelle delle cerniere, sono sottoposte, possono generare stess per i tessuti molli intervertebrali o per le stesse vertebre, sottoponendoli al rischio di lesioni.
L'organizzazione del movimento può risultare molto complessa, come una strada tortuosa necessaria da percorrere per aggirare un ostacolo.
Bisogna osservare la colonna nelle sue flessioni e rotazioni principali.
Poniamo il caso di una colonna con una ampia concavità sul lato sinistro e che presenta il bacino e la testa entrambi ruotati verso destra.
Osservate le prime semplici flessioni e rotazioni.
Poi osservate gli effetti sul torace di tali curve.
La distanza dal pavimento della schiena bassa sul lato destro (+) e sinistro.
Il movimento del respiro.
E' un sistema fortemente refrattario al cambiamento.
Sul piano sagittale presenta forte cifosi ad ampio raggio
La testa fa fatica a sostenere lo sguardo all'orizzonte.
Dolori sul lato destro della schiena (lato della convessità).
Ad oggi esistono diversi modi di lavorare con la scoliosi:
. recupero percettivo
. allungamento globale decompensato
Proveremo con un approccio diverso, non esclusivo ma integrato, che prenda in considerazione il sistema scheletro e le forze che lo attraversano dal basso verso l'alto, ma in particolare dall'alto verso il basso, simulando un processo inverso di crescita di una piccola piantina.
Pensate prima alla piantina che emette la sua radichetta e il suo germoglio, le prime foglioline che si aprono e si estendono verso l'alto. Immaginate i movimenti del piccolo fusto che cresce si estende si allunga.
[prima parte]
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